La consegna del pane con l’Airone

Testimonianza di Ada Mantelli e di Renato Martinelli
Alimentari Martinelli Renato, strada Montichiari - fondato nel 1956 da Gino Martinelli

É l’unica casa del Belvedere di Ghedi al di là della strada. Ci sono le cascine La Colomba e Chiara. Ma sulla strada, quella che fa parte del villaggio, c’è solo lei:

“La sosta del Buongustaio” di Renato Martinelli.

C’è un motivo per cui è l’unica: il Signor Manenti, proprietario del terreno, desiderava che tutto il suo appezzamento diventasse edificabile. Offrì dunque al padre di Renato Martinelli, il Signor Gino, la terra per la costruzione di una casa che avrebbe fatto anche da negozio.

Era il 1950.

Gino, che aveva fatto il mezzadro per tre anni alla cascina Bonifica, aveva cominciato a vendere il pane con la sua bicicletta. In paese tutti la chiamavano l’Airone, perchè aveva un portapacchi davanti e uno dietro.

Il lavoro era tanto perché in quegli anni le cascine erano molto affollate: i figli erano numerosi e mangiavano tanto. Il negozio e l’abitazione annessa furono costruiti a mano, soprattutto durante la domenica: una stanza per il negozio, una cucina e una camera.

Anche l’arredamento interno fu fatto a mano: le scansie, inclinate per mettere meglio in mostra la merce, ospitavano pasta, sale, caffè, zucchero, un po’ di formaggio, lisciva e sapone. Tutto era venduto sfuso: a quei tempi si andava in negozio con la sporta e gli alimenti erano venduti sciolti, e riposti in cartocci di carta.

Il signor Gino e sua moglie, la signora Ada, ogni quindici giorni mettevano da parte 50 lire per pagare i debiti fatti con parenti e conoscenti.

Come tutto il Belvedere, anche il negozio di Martinelli subì i danni causati dagli allagamenti del Garza: ricordi indelebili nella mente di tutti, così come il “bagno” che fece nella cantina il carabinere durante un sopralluogo.

Negli anni l’edificio fu ampliato a più riprese: l’ultima ristrutturazione è del 2015 e da allora il negozio è diventato il ristorante “La Sosta del Buongustaio” e la gestione è passata al figlio Renato.

Ma l’esperienza maturata nel tempo ha portato Renato Martinelli, insieme alla moglie, due fratelli e alla signora Ada, a creare, nel 1987, e poi sviluppare l’azienda “Quality Service – Servizio catering” e aprire un secondo ristorante a Ghedi, L’Officina del Gusto.

Negli anni ’50 la strada per Montichiari era piuttosto frequentata e molta gente si fermava al negozio. Il venerdì in particolare da chi andava al mercato di Montichiari, gli altri giorni da Ghedi auto e pulmini portavano le donne a Castelgoffredo per lavorare negli stabilimenti di calze o alla “Bober” di Carpenedolo.

Dalla bicicletta Gino passò alla Lambretta, con la quale continuò a portare il pane nelle cascine Seghezzi, Bellini, Provezza, Bettini. Dietro c’era attaccato un carrettino per il trasporto delle bombole del gas. Quando poi il signor Gino comprò la Giardinetta, si mise anche a trasportare persone. La sua era l’unica auto del circondario e le mamme del Belvedere, che il mattino andavano a caricare il pane in paese da Volpati, si presentavano all’ora giusta per consegnare a Gino i loro figli da portare a scuola. Più tardi era il turno dei bambini dell’asilo. Al ritorno non c’era posto per tutti e qualcuno doveva tornare a piedi.

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